Una patologia scomoda da trattare ed imbarazzante da confessare è costituita da quella che viene comunemente identificata con il termine “emorroidi“; ma cosa vuol dire “avere le emorroidi”? Da cosa è dovuto e cosa si può fare per curare tale disagio?

Cerchiamo di procedere con ordine. Identificare ed avere un’approfondita conoscenza delle emorroidi è, senza dubbio, il punto di partenza per affrontare in maniera più serena questo disturbo. Infatti, la mancata o sbagliata cura delle emorroidi molto spesso dipende da una mancata identificazione o una minimizzazione del problema; il primo consiglio, in questo caso, è quello di consultare uno specialista per una visita proctologica ed effettuare tutti gli accertamenti del caso.

Generalmente, quando si sostiene di “avere le emorroidi” ci si riferisce a quell’irritante fastidio che riguarda la zona ano-rettale e che può determinare prurito anale, dolore, gonfiore, sensazione di pesantezza, possibile sanguinamento.

Alimentazione equilibrata

Un’alimentazione equilibrata aiuta a combattere la malattia emorroidaria

Tecnicamente, le emorroidi sono cuscinetti di tessuto vascolare immerso in una matrice di tessuto connettivo, localizzati nella parte terminale del retto. I cuscinetti emorroidari svolgono un’importante funzione nel mantenimento della continenza fecale; le emorroidi, inoltre, proteggono lo sfintere anale durante il passaggio delle feci.

In condizioni normali non ci si accorge della presenza di questi cuscinetti vascolari; tuttavia, in particolari circostanze, le emorroidi possono gonfiarsi determinando i sintomi della malattia emorroidaria, una patologia ano-rettale molto diffusa.

Si parla di malattia emorroidaria quando i cuscinetti di tessuto emorroidario aumentano di volume e prolassano, cioè fuoriescono dal canale anale; quando diventano sede di ematomi e cominciano a sanguinare; quando al loro interno si forma un coagulo di sangue (trombo) pruriginoso e dolente.

Dunque, si è soliti utilizzare il termine “emorroidi” in maniera impropria; per descrivere una particolare situazione patologica, in cui i vasi emorroidari si dilatano eccessivamente fino allo sfiancamento, sarebbe più corretto parlare di “malattia emorroidaria” o “patologia emorroidaria”.

Ora che abbiamo una visione globale anche se superficiale del problema, vediamo quali sono le cause della malattia emorroidaria.

L’origine della malattia emorroidaria è multifattoriale, e può essere ricondotta principalmente a tre componenti:

  • Componente meccanica. Alla base della malattia emorroidaria vi è un progressivo e graduale indebolimento del tessuto sottomucoso che circonda le strutture emorroidarie: il plesso emorroidario perde il sostegno del tessuto muscolo-fibro-elastico del canale anale e la mucosa ano-rettale scivola sulle strutture sottostanti (prolasso) causando la malattia emorroidaria. L’aumento delle dimensioni delle emorroidi può comportare dolore e sanguinamento;
  • Componente vascolare. A causa di un’alterazione del flusso sanguigno in prossimità degli anelli di congiunzione artero-venosi si verifica un rigonfiamento del plesso emorroidario con conseguente possibile fuoriuscita dei cuscinetti dal canale anale. Dolore e sanguinamento sono possibili sintomi;
  • Componente infiammatoria. i ripetuti traumi a carico della mucosa rettale dovuti al passaggio di materiale fecale e i microrganismi patogeni che esso contiene, possono causare infiammazione e infezione con comparsa di gonfiore, prurito e secrezione.

Una serie di concause possono, comunque, contribuire allo sviluppo della malattia emorroidaria:

  • Familiarità;
  • Alimentazione dovuta a una dieta povera di acqua e fibre;
  • Stitichezza/diarrea;
  • Abitudini di vita: sedentarietà, condizioni viziate di lavoro, abitudine al fumo di tabacco;
  • Pratica di alcuni sport come ciclismo, motociclismo, equitazione;
  • Condizioni fisiologiche come ciclo mestruale, gravidanza, parto.
Emorroidi ed Alimentazione: consigli utili

Emorroidi ed Alimentazione: consigli utili

Quando si è affetti da tale patologia, sarebbe necessario seguire questi utili consigli:

  • Alimentazione equilibrata. Evitiamo il “cibo spazzatura” che può avere un’azione irritante e contribuire a peggiorare congestione e infiammazione delle emorroidi esterne. Prediligiamo, invece, frutta e verdura di stagione.
  • Idratazione. No a bibite gassate e bevande alcoliche. Garantiamo al nostro organismo un apporto idrico di circa 1, 5 litri al giorno. Così facendo faciliteremo il naturale transito intestinale, ammorbidendo le feci e facilitandone l’espulsione.
  • Stile di vita. No a sedentarietà e abuso di nicotina. Stare troppo tempo seduti potrebbe rallentare la circolazione sanguigna e causare ristagno venoso, aggravando il gonfiore. Il fumo, inoltre, può comportare problemi a livello cardiovascolare, peggiorando il problema emorroidario.
  • Igiene intima. Dovremo effettuare con cura l’igiene intima quotidiana. Utilizziamo un detergente delicato ed emolliente, diluito in acqua tiepida. Asciughiamoci tamponando con un panno di cotone.
  • Attività motoria. Praticare un moderato e regolare esercizio fisico non potrà che favorire la circolazione sanguigna e regolarizzare il nostro intestino, due premesse importanti per ridurre e prevenire le emorroidi esterne. Attività quali yoga, nuoto e ginnastica dolce sono da preferire a bodybuilding, ciclismo e tutti quegli sport che prevedono un’intensa sollecitazione del bacino.

Per i casi meno gravi di malattia emorroidaria, come ad esempio le emorroidi esterne non complicate, è possibile intervenire sui sintomi del disturbo con un trattamento farmacologico ad uso locale. Per esempio un buon alleato potrebbe essere Proctosoll Crema Rettale, una crema antiemorroidaria dalla triplice azione antinfiammatoria, antipruriginosa ed anestetica locale, che agisce proprio sui sintomi delle emorroidi esterne non complicate aiutando a ritrovare la sensazione di freschezza e sollievo.

Proctosoll Crema Rettale è il frutto della combinazione di tre principi attivi:

  • Idrocortisone acetato dall’azione antiflogistica e antipruriginosa, che attenua infiammazione, dolore, gonfiore;
  • Benzocaina dall’azione anestetica locale, che allevia la sensazione di prurito;
  • Eparina sodica dall’azione anticoagulante, che riduce il rischio di coaguli.

Tutti i componenti attivi di Proctosoll Crema Rettale sono noti e di uso consolidato; il loro impiego per uso topico riduce al minimo gli effetti sistemici.

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